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Zapata’s Habitat

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Zapata

La vera dipendenza di un attaccante è il gol. Senza segnare, la testa del centravanti inizia ad andare in confusione, facendo perdere un po’ di autostima al giocatore, il quale cade quasi in un limbo che giornata dopo giornata rischia di logorarlo del tutto.

Ciascun vero attaccante ha provato almeno una volta quella sensazione di impotenza sotto porta, molte volte dettata anche da una irritante sfortuna. Eppure, una volta rotto l’incantesimo, il bomber riprende a fucilare come d’abitudine. Duvan Zapata è un bomber, un bomber che poche volte ha conosciuto quel profondo vuoto chiamato astinenza dal gol. Ieri, contro il Milan, l’ennesimo pallone in rete.

http://gph.is/2xqp4cn

FUERZA COLOMBINA

Fisico imponente, statura elevata e buon senso del gol. Zapata è il classico centravanti di sfondamento, al quale bisogna servire più palloni possibili, poco importa come. L’area di rigore come habitat, il gol come mestiere. Da quando gioca a livello professionistico (2008), il colombiano ha saputo realizzare ben 62 gol in 199 partite, giocando in tutto poco più di 12300 minuti (Dati: http://www.transfermarkt.it/duvan-zapata/leistungsdatendetails/spieler/73794).

Numeri che non lo rendono certamente un candidato alla scarpa d’oro, e probabilmente non lo mettono nemmeno in corsa per la classifica cannonieri, eppure molti calciofili lo prenderebbero tranquillamente al Fantacalcio. Il 26enne sudamericano piace parecchio, soprattutto perché è in sostanza una di quelle punte che segna proprio quando serve. Anche nelle partite importanti, il suo zampino c’è, che sia sotto forma di gol, assist o semplicemente di sacrificio.

LA PRESA DEL POSTO

Quando giocava al Napoli sembrava davvero che potesse diventare un grande centravanti. Quei pochi minuti che giocava venivano sempre valorizzati il più possibile. Il non-essere titolare lo ha convinto successivamente ad un cambio di casacca, anche perché ormai la punta meritava un proprio spazio in cui sbocciare senza altri rami a fargli da ostacolo. Proprio per questo Udine poteva essere il luogo dove meglio esprimersi. Ed in parte così è stato, visto il rendimento che ha avuto in terra friulana. Due stagioni importanti che gli hanno consegnato materialmente il tempo per dar sfogo a tutte le sue qualità. In parte il ragazzo di Cali ce l’ha anche fatta vedendo i numeri.

La prima metà dell’avventura bianconera si è conclusa con 25 presenze e ben 8 gol, ai quali il colombiano ha saputo dare una degna cornice formata da 3 assist. Sicuramente numeri non straordinari ma nemmeno ordinari, visto che le partite giocate in quella stagione furono 25. Discorso differente per l’annata passata. Numero partite giocate divenuto 38 (tutte), gol segnati divenuti 10. Un incremento un po’ deludente, visto che il rapporto gol/presenze rispetto all’anno prima era sceso in maniera non indifferente.

Eppure in molti quest’estate lo volevano, viste le sue qualità a tutto campo. Un giocatore che in parte è cambiato rispetto al suo arrivo in Italia. Ora è un punto fisso della Samp, squadra in cui l’ex Napoli sembra aver trovato il suo vero habitat. 2 gol in 3 partite. Squadra imbattuta. Ambizioni alle stelle.

PACCHETTO QUASI COMPLETO

Descrivere Zapata con poche e semplici parole non è per nulla facile. Tante sono le qualità che possiede. Tra queste ce ne sono alcune che fanno innamorare gli allenatori. Sicuramente in primis gli va riconosciuto un grande spirito di sacrificio. Capita spesso infatti di vederlo arretrare fino a centrocampo per poter dare una mano alla squadra, sia in fase difensiva che in fase offensiva per far rifiatare i suoi compagni. Ma Zapata è anche un grande progressista, capace di sgomitare e vincere molti contrasti lungo la fascia in piena corsa. Il gol contro la Juventus lo scorso anno ne è la prova.

Un altro elemento caratteristico del colombiano riguarda il colpo di testa. Un colpo di testa letale se effettuato negli ultimi 10 metri. Del resto è lì che l’attaccante riesce meglio a far prevalere tutta la sua forza fisica, alla quale molti difensori possono far ben poco per evitare danni permanenti. Altra buona dote di Zapata riguarda il gioco di squadra. Egli, abituato oramai a giocare in coppia, duetta molto bene col proprio collega di reparto,  preferendo spesso un passaggio efficiente piuttosto che una giocata individuale poco deleteria. Insomma, qualità che piacciono un po’ a tutti, dai tifosi fino all’allenatore.

Tuttavia, a molti pregi corrispondono anche diversi difetti sul quale bisogna lavorare. L’imprecisione del tiro (da lontano in particolare) probabilmente è una di queste. Anche il dribbling andrebbe migliorato, e non di poco. Tuttavia però il succo delle abilità resta comunque più che positivo. L’habitat sembra esser stato trovato, ora servirà la definitiva consacrazione.

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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