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Zidane al veleno: “La società non mi ha più dato fiducia”

Il valzer delle panchine è nel vivo. Molti sono i tecnici che hanno già trovato una casa, ma altrettanti quelli ancora disoccupati; fra questi pezzi pregiato come Maurizio Sarri, Antonio Conte e, soprattutto, Zinedine Zidane.

SECONDO DIVORZIO

Dopo un primo divorzio nel 2018, il matrimonio fra la casa blanca e il tecnico francese sembrava proseguire a gonfie vele. Un secondo posto e una semifinale di Champions con una squadra in ricostruzione testimoniano l’assoluto valore dell’ex trequartista; ma a quanto pare il patron madrileno Florentino Perez non è della stessa opinione.

Me ne vado perché sento che la società non mi dà più la fiducia di cui ho bisogno, non mi offre il supporto per costruire qualcosa a medio o lungo termine

Questa la lettera di Zidane al popolo blanco attraverso il quotidiano AS, con cui il tecnico giustifica il suo addio e rivolge critiche pesanti proprio a Florentino Perez:

Conosco il calcio e conosco le esigenze di un club come il Madrid, so che quando non vinci te ne devi andare. Ma qui è stata dimenticata una cosa molto importante, è stato dimenticato tutto quello che ho costruito quotidianamente, il contributo che ho dato nel rapporto con i giocatori, con le 150 persone che lavorano con e intorno alla squadra. Io sono un vincente nato ed ero qui per conquistare trofei, ma al di là di questo ci sono gli esseri umani, le emozioni, la vita e ho la sensazione che queste cose non siano state considerate nel modo adeguato, che non si sia capito che anche in questo modo si mantiene la dimensione di un grande club.

Zizou conclude rivolgendosi ai propri tifosi, sicuramente amareggiati dell’addio di uno dei propri idoli:

Cari madridisti, per vent’anni, dal primo giorno in cui misi piede nella città di Madrid e indossai la maglia bianca, mi avete mostrato il vostro amore. Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di speciale tra di noi. Ho avuto il grande onore di essere giocatore e allenatore del più grande club della storia. Per questo ho voluto scrivervi questa lettera per salutarvi e spiegarvi la mia decisione di lasciare la panchina. Quando a marzo 2019 ho accettato di tornare dopo una pausa di circa otto mesi, l’ho fatto perché me lo chiedeva il presidente Florentino Perez, certo, ma anche perché me lo chiedevate voi ogni giorno. Quando vi incontravo per strada sentivo il supporto e la voglia di riprendere in mano le redini della squadra. Perché condivido i valori del ‘madridismo’, questo club appartiene ai suoi tifosi, ai suoi membri, al mondo intero.

E dopo l’invettiva dulcis in fundo Zidane conclude con parole dolci per Perez, l’uomo che ha scommesso su di lui:

Ho cercato di trasmettere questi valori in tutto ciò che ho fatto, ho cercato di essere un esempio. Passare vent’anni al Real è stata la cosa più bella che mi sia capitata nella mia vita e so che lo devo esclusivamente a lui, a Florentino Perez, che scommise su di me nel 2001 lottando per farmi venire nonostante l’opinione contraria di qualcuno. Lo dico col cuore, sarò sempre grato al presidente per questo. Per sempre.

 

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