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Zidane a L'Equipe: "Voglio diventare ct della Francia. PSG? Mai dire mai"

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Zidane a L’Equipe: “Voglio diventare ct della Francia. PSG? Mai dire mai”

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Zidane

Zinedine Zidane compie oggi 50 anni. In occasione di questo traguardo, la stella francese, campione del mondo nel 1998, ha rilasciato una lunga intervista a L’Equipe. Molti i temi toccati: dalla sua infanzia alla sua recente esperienza al Real Madrid. Fino alle suggestioni che lo vorrebbero vicino al PSG e alla panchina della nazionale francese, come erede di Deschamps.

Zidane ha avuto una vita complicata e ricca di colpi di scena. Già prima che la sua carriera da calciatore iniziasse sul serio. A 14 anni è andato via di casa per inseguire il suo sogno.

Andare via a 14 anni mi ha cambiato la vita. Lasciare casa e famiglia ti fa crescere e ti fa diventare uomo. I più preoccupati erano i miei genitori, non io. Partii per Cannes, dove mi reclutò il signor Varraud, che per me è stato un secondo padre. Quando mi vide giocare a Septème, neanche facevo il centrocampista. Mancava un difensore e mi misero in quel ruolo. Sapete perché mi prese? Perché feci un tunnel nella mia area di rigore! Da quel momento ho iniziato a lavorare come un matto. I miei genitori furono dispiaciuti che lasciassi gli studi Ma io volevo diventare un calciatore e volevo renderli fieri di me”.

Uno dei passi più suggestivi è quello che riguarda la sua esperienza con il Real Madrid. Prima da giocatore, poi da allenatore.

Con Florentino Perez ci fu un incontro a Monaco. Andammo a una cena di gala, ma non eravamo seduti uno accanto all’altro. Lui mi passa un tovagliolo. C’era scritto: “Vuoi venire?“. Io gli risposi su un altro tovagliolo: “Yes”. Mi chiede ancora perché gli scrissi in inglese…avrei potuto scrivere in francese, lingua che conosce bene, o in spagnolo. Ma scrissi “yes”, e tutto è nato così”.

Sul numero di maglia indossato da Zidane in blancos: il 5.

Il 5 è un po’ il mio numero fortunato. Infatti ho vinto cinque Champions League con il Real Madrid, tra quella del 2002 da giocatore, quella vinta da assistente di Ancelotti e le tre da allenatore. In famiglia è un numero che spesso torna a farsi vivo. Poi, in albergo voglio andare sempre al quinto piano: al 99%, vinciamo. Ma in realtà, scelsi il 5 al Real perché Florentino mi disse: “Qui i numeri vanno dall’1 all’11. Non esiste 35 o 40. L’unico libero è il 5” e così scelsi quello“.

Passo importante anche quello in merito alla finale del mondiale 2006. Ultimo match della carriera di Zidane.

Ho fatto il cucchiaio a Buffon al  7′ minuto. Ne restavano altri 83, quindi anche se l’avessi sbagliato, avrei potuto rifarmi dopo. Poi, davanti avevo Gigi Buffon, che mi conosceva. Dovevo provare qualcosa. Non avevo mai fatto il cucchiaio e quella volta è andata bene“.

Quel giorno ero fragile, perchè mia mamma non stava bene. Niente di grave, ma ero preoccupato. Con lei c’era mia sorella. Materazzi disse qualcosa a mia sorella, ma in campo queste cose capitano spesso. Ci sono insulti, ci si parla male, ma di solito non succede niente. Quel giorno invece è successo quello che è successo. Ma lo accetto, anche se non ne vado fiero. Quando sei in un momento di fragilità rischi di commettere errori“.

Infine, dichiarazioni importanti anche in merito al futuro.

Un domani vorrei diventare ct della Francia. Sarebbe la chiusura di un cerchio che mi ha fatto vivere la più grande emozione da calciatore ed ora ho certamente in testa la nazionale francese. Nel futuro mi vedo ancora come allenatore, anche se mi piacerebbe gestire un club di calcio anche da dirigente“.

Io al PSG? Mai dire mai. Specialmente ora da allenatore, anche se non dipende da me. Da calciatore avrei potuto scegliere tutti i club del mondo. Mentre ora, da allenatore, ti cercano in 2 o 3 per volta“.

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La prima stagione del Monza in Serie A: un esordio da sogno

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Monza

Nel calcio, si sa, può cambiare tutto da un momento all’altro. Ne sa qualcosa il Monza che, nelle ultime stagioni, sembra vivere sulle montagne russe. Lo scorso anno, dopo l’amarezza per la promozione diretta sfumata solamente all’ultima giornata sul campo del Perugia, i brianzoli hanno trovato la loro prima storica promozione in A al cardiopalma nei playoff, contro il Pisa. In estate, grazie alle sapienti mani di Adriano Galliani, per il Monza sembrava aprirsi un nuovo ciclo nella massima serie. Colpi importanti, risultati inizialmente deludenti con conseguente cambio in panchina, fino all’impresa in casa della Juventus. C’è tutto nella stagione del Monza, che adesso può addirittura sognare l’Europa.

AVVIO COMPLICATO

Come spesso accade, l’euforia per una promozione, specie se è la prima in Serie A, risulta difficile da smaltire. A Monza invece, dopo i giusti festeggiamenti, l’amministratore delegato Adriano Galliani ha fin da subito cominciato a progettare qualcosa di più grande. Nasce così una rosa in gran parte rivoluzionata, che si pone innanzitutto l’obiettivo della salvezza.

Arrivano nomi importanti come Pessina, Sensi, Caprari e Petagna su tutti, e sul Monza cominciano ad ingrandirsi le aspettative. Il verdetto del campo però, almeno per le prime giornate, ribalta ogni previsione. La squadra di Stroppa dopo aver steccato l’esordio in casa col Torino, perde anche le successive 4 partite consecutive.

Il calendario complicato non aiuta (Napoli, Roma, Atalanta ed una lanciatissima Udinese), ma i numeri sono impietosi: 0 punti, 15 gol subiti e solo 2 segnati. Anche l’ipotetico scontro salvezza con il Lecce, assolutamente da vincere, non va come sperato con l’1-1 maturato al Via Del Mare. Un avvio complicato che sembrava mettere decisamente in salita il campionato dei biancorossi.

LA SVOLTA

Nel momento più difficile, la scelta più complicata si rivela la vera mossa vincente che dà la scossa a tutta la stagione. Nasce tutto dall’ennesima intuizione di Galliani, che sostituisce l’allenatore della promozione con Raffaele Palladino, tecnico della Primavera senza alcuna esperienza in panchina. Un azzardo che darà i suoi frutti fin dalla prima partita.

La risalita parte con la vittoria casalinga contro la Juventus. Un successo che, nonostante i bianconeri fossero in profonda crisi, fa estremamente rumore e che soprattutto rilancia le ambizioni della squadra. Seguono due vittorie consecutive, fino ad un periodo in cui i risultati positivi si alternano a quelli negativi. Tant’è che alla sosta dedicata ai Mondiali, il Monza si ritroverà a quota 16, a +9 sulla zona retrocessione.

Con il ritorno del campionato, le cose vanno addirittura meglio. La squadra di Palladino è ancora imbattuta in Serie A nel 2023, ed ha concluso il girone d’andata con 22 punti, record per una neopromossa. In mezzo, c’è il pareggio strappato all’ultimo secondo con l’Inter e la seconda impresa contro la Juventus, con lo straordinario 2-0 a domicilio rifilato ai bianconeri. Dovesse continuare così, questo Monza può davvero mettere il mirino sulla qualificazione in Conference League.

I PUNTI DI FORZA

Sicuramente questo nuovo corso del Monza si fonda sulle idee del suo giovane tecnico. Palladino ha saputo dare coesione e gioco ad un gruppo che sembrava aver risentito dell’inizio difficile. Anche i singoli hanno iniziato a fare il loro lavoro al meglio. A centrocampo, nonostante l’infortunio di Sensi, Pessina e la rotazione tra Rovella e Colpani stanno dando garanzie.

Gli esterni stanno facendo spesso la differenza, con Ciurria grande assistman e Carlos Augusto già a 4 gol in campionato. Nel reparto offensivo appaiono ispirati Caprari e Dani Mota, mentre in porta Di Gregorio, che ha superato la concorrenza di Cragno, si sta imponendo a suon di prestazioni, ultima quella dello Stadium dove si è rivelato decisivo. A mancare per ora sono solo i gol di Petagna e un po’ di stabilità difensiva, con i gol incassati che continuano ad essere troppi.

 

 

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Il Leeds ci prova per Nicolò Zaniolo

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Zaniolo

Il trequartista giallorosso Nicolò Zaniolo, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra, è stato richiesto dal Leeds.

Dopo l’interesse e il successivo rifiuto al Bournemouth e l’interesse del Milan, poi tiratosi indietro, è il Leeds a provarci per Nicolò Zaniolo.

Come riportato da Nicolò Schira infatti, sarebbe la squadra inglese che, dopo l’acquisto di Weston McKennie dalla Juventus, vorrebbe provare un altro colpo last minute.

La palla passa al giocatore che, in caso di rifiuto, non potrà giocare con i giallorossi dopo esser stato già estromesso dalla squadra.

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Calciomercato

Tottenham, l’arrivo di Bellerìn allo Sporting libera Pedro Porro: trattativa in dirittura d’arrivo

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Chiusa finalmente una trattativa che da ormai qualche settimana continuava ad andare avanti. Il giovane terzino Pedro Porro lascia lo Sporting Lisbona per trasferirsi al Tottenham di Antonio Conte per una cifra intorno ai 45 milioni di euro, a riportarlo è Gianluca Di Marzio.

Il club portoghese ha coperto la partenza del laterale classe 1999 con un colpo dal Barcellona. Si tratta di Hector Bellerìn, che in maglia blaugrana non ha trovato molto spazio ed è pronto a rilanciare la sua carriera in prestito allo Sporting.

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PSG-Chelsea, c’è l’accordo per il prestito di Ziyech

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Ziyech

Il marocchino classe 1993 Hakim Ziyech del Chelsea è pronto a trasferirsi in Francia al Paris Saint Germain.

Dopo diversi interessamenti da parte del Milan, della Roma e dello United sembrerebbe a Parigi il futuro di Hakim Ziyech, che con ogni probabilità vestirà la maglia del PSG.

Come riportato da Fabrizio Romano, l’esterno offensivo ha già l’accordo col club parigino mentre le due compagini continuano a trattare per un prestito con diritto di riscatto.

Per il giocatore è già pronto un contratto di tre anni.

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