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Zlatan, il sovrano cerca regno

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Anche questa estate sembra che, sotto gli ombrelloni, tireremo fuori un interrogativo che ci aveva accompagnato l’estate scorsa, quella prima ancora, e così via. Dove va Zlatan?

Chiamato per nome, come un vecchio amico. D’altronde lo svedese ha viaggiato tanto – in Europa come in Italia –  che è difficile non averlo amato (e non averlo odiato), almeno per una stagione.
Magari anche solo per un mercoledì sera di Champions, o ancor più per una di quelle domeniche pomeriggio noiose, illuminate da una sua giocata. Improvvisa. Improvvisata. Artisticamente istintiva.

Tutti, dal suo primo fan a chi lo ritiene un mercenario traditore, almeno una volta nella vita ha detto, pensato o urlato “mamma mia Ibra, mamma mia“.

Ed essendo un fenomeno perennemente con la valigia in mano (anche gli anni in cui poi è rimasto a Parigi, di rumori ce ne erano sempre), ogni estate tutti abbiamo altrettanto pensato “chissà che non venga da noi” o, ancor di più, “chissà che non torni“.
D’altra parte, 35 anni e un ginocchio per la prima volta in carriera malconcio non bastano a scalfire un uomo che, pur con la sua arroganza (più superficiale che altro) e i suoi modi di fare da spaccone, al calcio ha dato e ancora dedica tutto quello che ha.

Ogni briciolo di energia di quel fisico illogico è stata donata dal ‘figlio di Abramo’ a inventare calcio, a illuminare prati e stadi, a sbalordire folle. Ad alzare trofei.

Il primo nel 2001/02 con l’Ajax, e da allora non ha praticamente più smesso.
Olanda, Italia, Spagna, Francia, Inghilterra: l’uomo di Malmoe ha passato la sua carriera a porsi nuove sfide, nuovi traguardi, raggiungendoli uno per uno, uno dopo l’altro.
Ha giocato e segnato contro ogni tipo di difesa: chiuse a guscio, dinamiche, fallose, fisiche, tattiche, a uomo, a zona.
Ha alzato almeno un trofeo ovunque è andato. Quest’anno anche l’Europa League, coppa europea assente al lungo appello, anche se rimane un buco in mensola fatto su misura per la sorella maggiore, sempre sognata e mai arrivata tra le braccia dello svedese.

E proprio questo buco, questa mancanza, alimenta l’interrogativo perpetuo, che torna e ritorna: dove va quest’anno Zlatan?

Ora che gli anni si uniscono agli infortuni, ora che non può essere sicuro nemmeno lui della sua condizione, ora che il Manchester United non sembra disposto a fare follie per tenerlo e nessun top club d’Europa può permettersi di farne il proprio perno, dove va?

La risposta più logica porterebbe Ibra alla scoperta dell’America: l’MLS è il campionato extra continentale più attento alle operazioni di marketing (non a caso il campionato sta crescendo di anno in anno di considerazione) e Ibra sposta da solo interi settori di pubblicità, comunicazioni, relazioni.

“I soldi per Pogba sono già stati saldati con la vendita delle mie magliette”, aveva detto all’inizio di una stagione complicata conclusasi con altri tre trofei e col primo infortunio grave della sua carriera. Ed effettivamente era bastato qualche mese per rendere la Red Manchester, una delle patrie più vecchie e blasonate del football, un’altra colonia del suo sterminato regno.
Detto questo, immaginate cosa e quanto sposterebbe un suo arrivo in America.

Dico America e non Cina (altra sirena plausibile) in quanto il calcio del colosso orientale gode di un enorme pubblico – e mercato – interno, ma affascina ancora poco oltre i propri confini. La Major League invece sta facendo man bassa dei simboli del pallone occidentale sulla via del tramonto, un’operazione commerciale enorme e di buon successo (son pur sempre americani).

Eppure, nonostante l’interessamento – a quanto pare pure serio – dei Los Angeles Galaxy, questa versione non mi convince fino in fondo.
Qualcosa mi dice che Ibra abbia forza e voglia necessaria ad estendere ancora il suo regno in Europa, dov’è “il calcio che conta”.
Magari all’Herta Berlino, altra squadra interessata alle prestazioni del Re, nonostante un monte ingaggi fuori dai suoi abituali parametri.
O magari allo Zenit San Pietroburgo, altra storia ancora, dove avrebbe la possibilità di rilanciarsi anche in Europa guidato da un suo vecchio estimatore come Roberto Mancini.
Si vocifera (anche quest’anno) di un suo possibile ritorno al Milan, anche se il suo inserimento sarebbe anacronistico rispetto al progetto della società rossonera.

Ma d’altra parte lui è Ibra – e il suo procuratore è Raiola, aggiungo pensandoci meglio – non ci sono molti ragionamenti tecnico tattici da fare con lui.
Lui ci ha abituato che dove lo metti sta, o meglio, dove lo metti domina.

Per cui preparatevi a fare scommesse sotto l’ombrellone e a pensare quale possa essere la miglior meta per il sovrano svedese che fidatevi, non ha intenzione di abdicare il suo regno.

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Bellingham su Rashford: “Felice per lui, dobbiamo continuare così”

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Inghilterra

Dopo la vittoria sul Galles per 3-0 Jude Bellingham è stato intervistato ai microfoni della Bbc, il centrocampista ha espresso la sua felicità per la prestazione di Marcus Rashford e per la sua prima doppietta in Nazionale: “Sono molto felice per Rashford, in partite così la pressione è alta anche per battere una punizione, ma lui l’ha calciata in modo fantastico. Lui è un grande giocatore, quando punta l’uomo mette sempre in difficoltà la difesa avversaria. Come altri giocatori che abbiamo in attacco lui fa la differenza, questa sera ci ha messo in un’ottima situazione ed ha meritato il premio come man of the match“.

Il Mondiale dell’Inghilterra proseguirà contro il Senegal agli ottavi di finale, gli africani non sono gli stessi senza Sadio Manè e l’Inghilterra partirà sicuramente favorita, ma Koulibaly e i suoi Leoni d’Africa venderanno cara la pelle.

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De Zerbi sul calcio inglese: “In Inghilterra c’è più voglia di attaccare”

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Skakthar, parla De Zerbi a Sportitalia

Roberto De Zerbi, allenatore del Brighton è intervenuto su Rai Sport ospite della trasmissione “Il Circolo dei Mondiali” anche e soprattutto per parlare dell’esperienza che sta vivendo in Inghilterra: “Quello inglese è un calcio un po’ diverso rispetto a quello italiano, in alcune cose è meglio e in altre peggio. Di sicuro la passione che c’è negli stadi, sia nel nostro che negli altri, è maggiore rispetto a quella che c’è oggi in Italia. I calciatori vivono le partite con meno pressione, c’è più gusto nel giocare e c’è tanta voglia di attaccare, in questo c’è un po’ differenza tra noi e loro”.

Dopo un inizio non buono la squadra di De Zerbi si è ripresa e al momento occupa la settima posizione in classifica.

Il tecnico ex Shaktar e Sassuolo sta portando e adattando la sua filosofia al metodo inglese e del Brighton, in un periodo non molto lontano potremmo ammirare De Zerbi come uno degli allenatori migliori in Europa e come eccellenza italiana.

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Ecuador, Alfaro non ci sta: “Eliminazione dal Mondiale duro colpo”

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ecuador

Dopo le tre partite della fase a gironi del Mondiale, si è conclusa l’avventura a Qatar 2022 dell’Ecuador. Il commissario tecnico dei sudamericani, Gustavo Alfaro, in seguito alla sconfitta per 2-1 subita contro il Senegal che ha sancito l’eliminazione della sua Nazionale, ha commentato così in conferenza stampa tutta la propria amarezza. Ecco le sue parole:

Sono immensamente triste. È un duro colpo, una grande frustrazione per noi. Essere eliminati è veramente doloroso. Ma l’Ecuador non deve perdere di vista ciò che questi ragazzi hanno realizzato. È una generazione molto giovane. Ora ha acquisito esperienza, che servirà in futuro. Non ho dubbi che avranno la loro vendetta”.

Alfaro si è anche espresso sul suo futuro: “Ora ci vorrà un po’ di tempo per decidere sul resto della mia carriera, non so bene quale decisione prenderò. Adesso non è il momento di prendere una decisione. Devo fermarmi un po’ e vedere se voglio continuare ad allenare“.

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Asse caldo Roma-Torino, pronto uno scambio per gennaio?

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Anche se manca ancora un mese dall’inizio della sessione invernale di calciomercato, iniziano a circolare le prime voci di possibili trattative.

Secondo quanto riportato da La Stampa, la Roma sarebbe interessata all’acquisto di Sasa Lukic, centrocampista in forza al Torino. Il giocatore serbo è rimasto alla corte granata nonostante gli screzi di quest’estate con il suo allenatore ( Juric, ndr.), ma non ha mai nascosto la sua volontà di intraprendere una nuova avventura.

La società giallorossa sarebbe disposta ad inserire nella trattativa Marash Kumbulla pur di arrivare all’acquisto di Lukic. Il difensore è fuori dalle grazie di José Mourinho e reclama più minutaggio.

La trattativa sembra comunque molto complicata, difficilmente Juric lascerà perdere un giocatore chiave come il centrocampista serbo a gennaio.

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